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Posts Tagged ‘prezzemolo’

Cozze gratinate al forno

20 febbraio 2009

Si prende la cozza e si toglie la conchiglia cui il mitile non è attaccata.

Si prepara un impasto di:

pan grattato
parmigiano
prezzemolo
aglio
olio

L’olio serve per amalgamare il tutto e va usato con parsimonia (non si deve creare una crema ma un composto appena umido).

Si prende parte dell’impasto e lo si mette sopra la cozza, senza esagerare nella quantità.
Diciamo che, in base ai gusti, può riempire interamente il guscio al cui interno c’è la cozza, oppure ricoprire solo parzialmente il mitile.
(http://img18.imageshack.us/img18/9100/cozzegratinate984…9.jpg) (http://img15.imageshack.us/img15/1286/cozzegratinate989…3.jpg)

Dopo che si è riempita una teglia di cozze, la si mette in forno a 230° per 5 minuti, o fintanto che non si vede che il pangrattato è leggermente dorata.

A risultato ottenuto, si toglie dal forno, si mette su un piatto di portata e… si pappa.
:)

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Trota alla mollica saporita

20 febbraio 2009

per 2 persone

2 trote

150 g di pan carré

1 dl di vino bianco

3 dl di olio d’oliva extravergine

farina 00

aglio, prezzemolo, alloro, maggiorana, timo, salvia, rosmarino
(importante!)

Preparazione

Prendete le trote e… pulitele, lavatele, sbudellatele, decapitatele e sfilettatele!

A seconda del vostro grado di perizia e cattiveria avrete cosi’ ottenuto una discreta quantita’ di filetti di trota.
Prendete i filetti scampati al massacro e passateli nella farina, e lasciateli li, che vi siete
dimenticati di preparere la pentola con un filo d’olio per rosolarli.

Una volta rimediato alla vostra dimenticanza tutti contenti… lasciate i filetti dove stanno che c’e’ da preparare la mollica.

Prendete il pan carre’ e passatelo nel tritatutto (non tutto insieme, quanto ci sta… ma tutto alla fine).
Versate la mollica in una basia ed aggiungetevi in parti uguali le spezie (l’aglio spremuto con lo
spremiaglio che ogni bravo cuoco ha nel suo casssetto). La quantità? a naso, che non sia troppo saporito.

Sempreche’ il gatto non vi abbia mangiato i filetti prendeteli e metteteli più in alto che sennò fanno una brutta fine e dovete ordinare della pizza e non fa la stessa figura.

Prendete una teglia da forno e oliatela con l’olio rimasto, e accendete il forno, a 180 C.
Mentre il forno si scalda e’ giunta l’ora dei filetti… rosolateli da entrambe le parti, leggermente, senza cuocerli troppo e metteteli nella teglia.

Se non vi siete bevuti tutto il vino (lo so, in cucina fa caldo, è comprensibile…) aggiungetelo alla mollica aromatizzata e mescolate per bene.

Ricoprite i filetti con la mollica così avvinazzata e infornate a completare la cottura.

Io ce li ho tenuti una mezz’oretta, alzando a 200 C gli ultimi 5 minuti per far dorare la mollica, ma YMMV…

Servire caldo con contorno di patate lessate al rosmarino che avrete sicuramente preparato senza che io ve lo dovessi ricordare!

Buon Appetito!

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Carote sott’aceto

10 febbraio 2009

ingredienti per 2 vasi grandi e 1 piccolo: 1kg di carote, semi di cumino, un ciuffo di basilico e prezzemolo, 1 litro di aceto di vino bianco, sale, pepe in grani

preparazione:

- lavare le carote e tagliarle a bastoncini nel senso della lunghezza

Carote 1

- sbollentare le carote per un minuto in acqua salata

- sgocciolarle e aciugarle con cura su un canovaccio pulito

- mondare il basilico e il prezzemolo

- distribuire le carote nei vasi aromatizzando con semi di cumino, pepe, basilico e prezzemolo

- ricoprire di aceto bianco fatto prima bollire per un paio di minuti e intiepidito

- chiudere ermeticamente a raffreddamento completo del contenuto

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Miglio ai funghi

8 febbraio 2009

Ingredienti:

30 – 50 gr. di funghi secchi (o in alternativa funghi freschi curati, lavati e tagliati a fettine)
miglio decorticato (nella misura di un bicchiere per persona, circa, anche un po’ meno)
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1/2 l. di brodo vegetale salato
un bicchiere di vino bianco
uno spicchio d’aglio
prezzemolo fresco tritato
una noce di burro

(le quantità potrebbero essere imprecise, io vado molto ad occhio)

Preparazione:

Mettete i funghi secchi in ammollo in acqua tiepida per qualche ora.
In una pentola antiaderente fate rosolare leggermente lo spicchio d’aglio tritato (o schiacciato) con l’olio extravergine d’oliva, aggiungete i funghi. Se i funghi sono freschi lasciateli cuocere per un po’ a fuoco vivo, mescolando spesso, fino a che non saranno appassiti. Se i funghi sono secchi, privateli dell’acqua d’ammollo (che conserverete) e passateli velocemente in pentola per asciugarli un po’.
Aggiungete il miglio precedentemente risciacquato e, sempre mescolando energicamente sulla fiamma vivace, fatelo tostare per un paio di minuti. Aggiungete poi il vino bianco, lasciando che l’alcol evapori.
Infine aggiungete gradualmente il brodo vegetale caldissimo: ne dovete mettere un paio di mestoli per volta, e lasciare che si assorba di volta in volta, mescolando spesso e mantenendo la fiamma bassa (il procedimento è lo stesso della preparazione del risotto).
Se il brodo non dovesse bastare, aggiungere anche l’acqua di ammollo dei funghi (se secchi) o dell’acqua bollente. Il miglio e i funghi devono cuocersi perfettamente.
Quando saranno cotti, aggiungere il prezzemolo crudo, tritato fine, e lasciar asciugare un po’ mescolando continuamente ed alzando un po’ la fiamma.
Spegnare il fuoco ed aggiungere la noce di burro a crudo, mescolando il tutto.

Può essere servito con parmigiano grattugiato.

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Spaghetti a vongole

7 febbraio 2009

1° metodo (valido anche per cozze o frutti di mare assortiti)

Inserire le vongole in un tegame con coperchio e metterle su fuoco vivace, girandole con un mestolo in modo che quelle di sopra finiscano sotto e viceversa.
Dopo pochi minuti saranno aperte.
Toglierle dal tegame, sgusciarle e metterle da parte.
Filtrare il brodetto.
In una padella (sufficientemente ampia per poi saltarci gli spaghetti) rosolare un paio di spicchi d’aglio (schiacciati a mano) nell’olio, quindi eliminarli.
Inserire dei pomodorini vesuviani dissemati (o in alternativa dei ciliegini siciliani) e lasciarli cuocere per una decina di minuti.
Dopodiché versarvi il brodetto delle vongole e farlo un po’ asciugare.
Solo a questo punto provare ed eventualmente aggiustare di sale.
Lessare degli spaghetti sottili (es. Barilla n° 5) in abbondante acqua salata; quando saranno cotti, scolarli e, dopo aver aggiunto le vongole al sugo, saltarli nella padella per una ventina di secondi.
Impiattarli e cospargerli con una spruzzata di prezzemolo fresco finemente tritato.

2° metodo (valido esclusivamente per le vongole)

In una padella (sufficientemente ampia per poi saltarci gli spaghetti) rosolare un paio di spicchi d’aglio (schiacciati a mano) nell’olio, quindi eliminarli.
Inserire le vongole e, sempre tenendo sul fuoco, farle aprire man mano.
Se qualcuna non volesse aprirsi, mettetela in un piatto e apritela con un coltello, facendo molta attenzione perché potrebbe contenere sabbia.
Quando tutte saranno aperte, versate un mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo sfumare.
Se volete potete mettere dei pomodorini dissemati, altrimenti è pronto così e vi salterete gli spaghetti.
Impiattarli e cospargerli con una spruzzata di prezzemolo fresco finemente tritato.

3° metodo (valido esclusivamente per le telline)

Identico al 2° metodo, con le seguenti variazioni:
- Invece dell’olio mettete una cucchiaiata di sugna (strutto).
- Non mettete i pomodorini.

Impiattarli e cospargerli con una spruzzata di prezzemolo fresco finemente tritato.

Volendo (anche se sembra una bestemmia) potete grattuggiarci del pecorino romano).

Buon appetito.

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Anguilla delicata

2 febbraio 2009

Comprare 4 anguille vive.
Arrivati a casa, senza toglierle dalla busta in cui ve le hanno consegnate, inserirle nel congelatore e tenercele 20/30 minuti.
Quando le tirerete fuori saranno un po’ instupidite dal gelo e quindi non si agiteranno più come facevano prima.
Non illudetevi, non durerà molto, per cui completate l’operazione di pulizia nel più breve tempo possibile.

PULITURA
Con un coltellaccio staccate di netto la testa ed eliminatela.
Strofinate vigorosamente l’anguilla con del sale grosso, in modo da eliminare tutto il muco presente sulla pelle.
Infilate un coltello appuntito ed affilato oppure la punta di un paio di forbici nell’ano dell’animale e, facendo attenzione a non tagliarvi, apritene la pancia fino all’attaccatura della testa.
Evisceratelo accuratamente, quindi sciacquatelo bene in acqua corrente.
Tagliate l’anguilla a pezzi da circa 10 centimetri ciascuno, e lasciatela riposare in una zuppiera coperta.

PREPARAZIONE
Fate un bel trito sottile con un gambo di sedano, mezza cipolla, una carota, quattro spicchi di aglio, abbondante prezzemolo.
Aggiungete una foglia di alloro, 4/5 grani di pepe nero interi dell’olio ed una noce di burro e fate rosolare sul fuoco.
Quando vedrete che il composto sarà ben appassito, aggiungete un bicchiere di vino bianco e contemporaneamente le anguille.
Aggiungete sale quanto basta e lasciate ben cuocere le anguille e sfumare il vino.
Quando le anguille vi sembreranno ben cotte, toglietele dal tegame, sgrondandole al meglio, e mettetele da parte.
Al sughetto nel tegame aggiungete una decina di pomodorini vesuviani (o in alternativa ciliegini siciliani) dissemati e fate cuocere ancora per 15/20 minuti.
Dopodiché con il passaverdure passate il tutto in modo che diventi un sughetto liquido/cremoso omogeneo.
A questo punto prendete i pezzi di anguilla, passateli nel pangrattato, quindi nell’uovo sbattuto, quindi di nuovo nel pangrattato e friggeteli in una padella con abbondante olio.
Passateli su dei fogli di carta cucina in modo da assorbire tutto l’olio quindi impiattateli versandoci su il sughetto bollente della cottura.

Buon appetito.

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Riso alla zucca

19 gennaio 2009

Ingredienti (per 4 persone): un quarto di zucca di medio-piccole dimensioni, 400 grammi di riso, brodo vegetale, olio d’oliva, un bicchiere abbondante di vino bianco, mezza cipolla, burro qb, parmigiano qb, un pizzico di prezzemolo

preparazione:

- soffriggere la cipolla nell’olio d’oliva

- aggiungere la zucca tagliata a piccoli pezzi

- aggiungere un paio di mestoli di brodo affinchè la zucca formi una sorta di purea

- quando si sarà formata la purea, aggiungere il riso

- aggiungere il vino e il brodo quando necessario

- a metà cottura aggiungere il pizzico di prezzemolo

- portare a fine cottura, e mantecare con burro e parmigiano

- mettetelo nei piatti e MANGIATE DI GUSTO!!! :D

(l’ho cucinato ieri sera! :D )

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Polpette di funghi siciliane

14 gennaio 2009

Ingredienti per 4 persone: 500g di funghi porcini già puliti (in casa mia abbondano i funghi chiodini perchè mio papà li va a raccogliere, per cui ho usato quelli anzichè i porcini), 2 uova, 3 spicchi di aglio, 2 cucchiai di pangrattato, 1 manciata di prezzemolo tritato, 2 cucchiai di formaggio pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, sale, pepe.

Preparazione:

- cuocere i funghi a vapore in pochissima acqua con poco sale.

- scolarli, tritarli finemente e metterli in una terrina.

- unire le uova, l’aglio tritato con una manciata di prezzemolo, 2 cucchiai di pecorino e 2 cucchiai di pangrattato, sale e pepe.

- amalgamare il tutto, aggiungendo eventualmente altro pangrattato se l’impasto risulta molle.
(http://img388.imageshack.us/my.php?image=impastopolpett…1.jpg)

- ricavare 20-25 polpettine rotonde.
(http://img357.imageshack.us/my.php?image=polpetteincrea…8.jpg)

- friggerle in olio molto caldo facendole dorare.
(http://img66.imageshack.us/my.php?image=polpettequasipr…1.jpg)

- posare le polpette su carta assorbente, metterle in un piatto e servire subito!
(http://img357.imageshack.us/my.php?image=polpetteaifung…3.jpg)

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Minestra maritata

13 gennaio 2009

ATTENZIONE – CHI E’ A DIETA NON SI AZZARDI A LEGGERE QUESTA RICETTA, PERCHE’ LA SOLA LETTURA LO PORTEREBBE AD UN AUMENTO DI PESO !

La minestra maritata si chiama così per lo sposarsi (maritarsi) che avviene nella pignata di verdure varie e carni varie.

Questa ricetta trova origine nella cucina degli antichi Romani, dove già si era usi “maritare” carni con verdure.
Giordano Bruno cita esplicitamente la minestra maritata ne’ “Il Candelaio”, opera teatrale scritta nel 1582.
Salvatore Rosa, il grande pittore napoletano del 600, racconta che la minestra maritata, piatto da cantina, veniva divorata dal guerriero e dal cavaliere dopo la battaglia, perché questa minestra era un piatto caldo che dava forza e coraggio, e la stima per questo piatto era tale da farlo considerare una medicina contro catarri e mal di testa.

Ingredienti per 6/8 persone.

Le verdure:
g. 400 di broccoli di foglia mondati
g. 300 di broccoletti mondati
g. 400 di cicoria mondata
g. 400 di scarolelle mondate
g. 450 di cappuccia mondata
g. 400 di torzelle mondate
g. 400 di borragine

Gli altri ingredienti:
1 osso di prosciutto spaccato in 3 tronconi
3 salsicce fresche
1 salamino
g. 200 di cotenna di maiale
g. 200 di pezzentelle (salsicce fatte con le interiora di maiale)
g. 200 di tracchie (spuntature, rosticciana)
g. 300 di maiale fresco a pezzi
g. 150 di lardo a cubetti piccoli
g. 100 di caciocavallo secco a pezzettini (oppure di crosta di parmigiano sempre a pezzettini)
mezzo gambetto di sedano
una cipolla piccola
mezza carota
un ciuffo di prezzemolo

Esecuzione.

Il brodo (da preparare il giorno prima):
Mettere osso di prosciutto, salsicce, salamino, cotenna, pezzentelle, tracchie, maiale, lardo sedano, cipolla, carota e prezzemolo con poco sale in una pentola capiente e ricoprire di acqua fredda.
Mettere sul fuoco e lasciar bollire per 2/3 ore, finché la carne sarà cotta.
Togliere dal fuoco e fare a pezzetti la carne di maiale, disossare le tracchie e farle a pezzetti, scarnificare la carne dall’osso di prosciutto e farla a pezzetti, sbriciolare salsicce, pezzentelle e salamino, lasciare intera la cotenna e mettere tutto da parte.
Liberare il brodo da cipolla sedano, carota e prezzemolo, nonché da eventuali ossicini residui e metterlo in frigorifero per circa 12 ore.

Le verdure:
Dopo averle lavate accuratamente, gettarle in una pentola con acqua a bollore, senza sale, e coprire.
Appena il bollore sarà ripreso, toglietele dal fuoco e mettetele a scolare bene (anche premendo con un mestolo).

Togliete il brodo dal frigo.
Vedrete che in superfice ha formato una crosta gialla di grasso, con un cucchiaio asportatela.
Quindi rimettete il brodo sul fuoco; quando sarà a bollore versateci le verdure ed i pezzetti di formaggio e lasciate cuocere per circa mezz’ora.
A cottura quasi ultimata aggiungete tutta la carne che avevate da parte e mescolate, assaggiate e regolate di sale.

Servite a tavola insieme ad una ciotola di parmigiano grattuggiato, di cui ognuno potrà servirsi a piacere.

Buon appetito

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Ribollita (versione pratese)

13 gennaio 2009

Ritorno a bomba alla ricetta, premetto che mia madre è stata dubbiosa, reticente e elusiva, in pratica la ricetta gliel’ho strappata in mezzo ai suoi “ma non hanno il pane adatto”..”ma non conoscono il cavolo nero”..”ma come faccio a dirti quanti grammi?! io mi regolo dal colore..(?)” quindi se ci volete provare sappiate che può nascondere dei bug!! Del resto però ogni cuoco toscano fa la SUA ribollita!! (Ziii..anke noi in Tirolo facciamo kon nostra ricetta!)
Ricetta:
Lessare 300/400gr di fagioli (bianchi, rossi o borlotti a piacere) passarli e allungarli con acqua. In un pentolone soffriggere in molto, molto olio (extravergine toscano) cipolla, patata, carota,sedano,zucchina,porro,prezzemolo..in pratica un ricco minestrone, + verdure ci sono meglio è…(sono esclusi avocado, mango, papaia e crauti..”ma kome..noi in Tirolo zempre mettere krauti in nostra ripollita!!” :D ), appena il soffritto accenna ad imbiondire aggiungere il passato di fagioli e circa un vasetto di conserva di pomodoro (se è rubato dal mezzo quintale di scorta che fa ogni anno vostra madre, costringendovi ad errare per settimane alla ricerca delle migliori cassette di pomodoro, è meglio!!) quindi aggiungere un verza e un cavolo nero (se non lo conoscete o non lo trovate mia madre ha detto, con sufficienza, che và bene pure due palle di verza..magari atomica!)..il tutto deve bollire a lungo fino a cottura del cavolo e della verdura.
Adesso viene il bello, prendete i 2 Kg di pane toscano (rigoroso) vecchio di circa 4/5 giorni (muffato di un mese non và bene) tagliatelo a fette e in una pentola bassa stratificate le fette e il minestrone fino ad ottenere un composto di apprezzabile consistenza (se ci infilate un cucciaio deve cadere lentissimamente).
Il tutto è già pronto per servire in tavola..ma NON è ancora la vera ribollita è solo il piatto del primo giorno!!
Il giorno dopo, o la sera, togliete dal frigo il rimanente (generalmente in Toscana se ne prepara una quantita immane) che adesso avrà ben altra consistenza (il cucchiaio stavolta deve rimanere ben infilato e non cadere!)..riscaldatelo (ecco quindi il nome “Ri-bollita”) fino a sentire la tendenza ad attaccarsi al fondo della pentola e ben caldo servire aggiungendo un filo dell’olio più profumato che riuscite a trovare!
Ripetere il tutto all’infinito nei giorni seguenti fino a 1) finire la ribollita 2)soffocare dalle esalazioni venefiche dei vostri visceri 3)essere ricoverati per peritonite perforante!!..Ma contenti! ;-)
Spero che qualcuno ci provi e mi faccia sapere..buona fortuna!

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