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Posts Tagged ‘pomodoro’

Guacamole

4 marzo 2009

Dite la verità, non vedete l’ora di assaggiare una salsa verde piena di tocchetti e che non sia vomitosa :)

Allora prendete:

1 Lime (o meno limone)
1 avocado
del sale grosso
un pomodoro
un peperone jalapeno (lo so, è diffficile da trovare, facciamo così, prendete un peperone normale e io guardo dall’altra parte)
della cipolla (tagliatela e piangete al pensiero del jalapeno non trovato)

Prendete l’avocado (*) e sbucciatelo come un mandarino.
Fatto?
Bravi, io non ce la faccio mai, lo taglio in due e lo sbuccio col pelapatate.

Mettete in una zuppiera qualche grano di sale grosso, tagliate l’avocado a pezzettoni, unitelo al sale e con il dorso della forchetta spappolatelo. Non usate il tritatutto, va spappolato, non tritato.

Una volta spappolato l’avocado aggiungete il succo di mezzo lime e mischiate bene, l’avocado tende ad ossidarsi velocemente.
Aggiungete un quarto di cipolla a dadini piccoli e rimischiate.
Aggiungete equivalente quantità di peperone e trimischiate.

Coprite il quasi guacamole a tenuta il più possibile ermetica con della pellicola e mettete in frigo per mezz’ora.

A questo punto avete mezz’ora per preparare il resto della cena, visto che mangiare solo guacamole stomega un po’.

Dopo mezz’ora al momento di gustare la salsa (Cuba, parararappappà, quiero gustar la salsa…) prendete mezzo pomodoro, fatelo a tocchetti e mettetelo nel preparato che si trasformerà in guacamole. (Non si mette prima perché perde acqua e annacqua la salsa)

Alcuni aggiungono anche del cumino e coriandolo, io la tengo semplice.

(*)Come scegliere l’avocado.

Il segreto per vedere se l’avocado è maturo è quello di premerlo col pollice.
Se cede leggermente ma ritorna in posizione è al punto giusto
Se non cede è troppo acerbo
Se cede ma rimane deformato è troppo maturo.

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Tortino ai pomodori e senape

2 febbraio 2009

Ingredienti:

pasta brisée (12404079.3)
4 o 5 pomodori tondi ben maturi
un vasetto di senape (http://www.meliorashop.com/images/senape%20de%20dijon.jpg)
timo e/o origano
sale

Preparazione:

Preparate con sufficiente anticipo la pasta brisée (almeno un’ora prima, mettendola poi in frigorifero e tirandola fuori solo all’ultimo minuto)
Scaldate il forno a 200°.
Lavate i pomodori e privateli dei semi e dell’acqua.
Tagliate i pomodori a fettine spesse circa 0,5 cm o poco più, salateli ed asciugateli un po’ con carta assorbente da cucina (“scottex”).
Stendete la pasta ed adagiatela su una teglia tonda da pizza, in modo che i bordi risalgano di un paio di cm circa. Bucherellate la pasta con una forchetta.
Distribuite la senape in uno strato leggero ma uniforme che ricopra tutto il fondo della pasta (spessore 2-3 millimetri).
Disponete le fette di pomodoro a cerchi concentrici ma senza che si sormontino tra loro, fino a ricoprire tutto il fondo (uno strato solo, quindi).
Cospargere con timo e/o origano, possibilmente freschi.
Infornare il tutto per 20 minuti- mezz’ora.
Dipende molto dal forno: dovrete accertarvi che il fondo sia ben cotto, senza lasciar bruciare i bordi.
Nel mio vecchio forno la metto a cuocere sul ripiano più basso, ma anche in questo caso dovrete andare un po’ per tentativi o basarvi sulla vostra esperienza.
Va servita calda.

Un’ottima variante è quella di distribuire qua e là sui pomodori anche dei pezzetti di formaggio saporito tipo roquefort (http://www.formaggio.it/francia/Roquefort.jpg) o simile, delle fettine di caprino (http://www.fromages-xavier.com/images/fromage-bichonnet.jpg), oppure del formaggio emmenthal grattugiato.

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Crostini di fegatini

20 gennaio 2009

Per la ricetta mi riferisco solo al sugo di fegatini…poi per il tipo di crostino usate il pane come vi pare, anche se da noi si usa le baguette tagliate a rondelle, tostate in forno e spalmate di burro o inzuppate leggermente nel brodo.

Prendete 3/4 etti di fegatini pollo ben puliti e lavati, tagliateli a metà o cumunque in pezzi non molto piccoli e scottateli in padella per toglierli l’acqua che secernono (troppo amara credo).
In precedenza avrete preparato un soffritto in olio extravergine d’oliva di 1/2 cipolla rossa, una costola di sedano e una carota.
Aggiungete i fegatini (senza l’acqua che hanno prodotto prima) e cuocere a fuoco molto basso.
Quando la cipolla è ben cotta si passa il tutto col frullatore (eeehh..la modernità!) e si passano in un altro tegame (sempre a fuoco basso) insieme ad un bel pezzo di burro (non abbiate paura..), una buccia di limone e due dita di Marsala (solo ed esclusivamente Marsala eh!..guarda che vi vedo!!!).
Quando il Marsala evapora si aggiunge una puntinina di pomodoro (pochissimissimo) e un pò di brodo, una spruzzata di capperi e acciughe finemente tritati (in via del tutto accezzionale è ammesso l’uso di pasta di capperi e pasta d’acciughe).
Finito e pronto da spalmare!

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Pappa al pomodoro

20 gennaio 2009

Qui, purtroppo, è come per la Ribollita…se non avete il pane toscano sciapo non sò come farete, comunque…

Prendete circa 300/400gr di pane raffermo (vecchio di due tre giorni al massimo e non muffato), tagliatelo a fette o a pezzi e aggiungetelo al tegame in cui prima avrete messo a cuocere 4 pomodori SanMarzano (freschi) tagliati a pezzetti, del basilico e due spicchi d’aglio (interi).
Olio a volontà e allungate con un pò d’acqua e una punta di dado vegetale…controllare il sale e cuocete finchè non diventa un impasto omogeneo.
Fine

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Pomodori alla provenzale

13 gennaio 2009

Ingredienti:

pomodori tondi ben maturi
pane raffermo grattugiato
prezzemolo fresco
aglio
olio extravergine d’oliva
sale
un pizzico di zucchero

accendete il forno a circa 180°
lavate e tagliate a metà i pomodori, privateli dei semi e dell’acqua
salateli un po’ e metteteli a sgocciolare con la parte tagliata verso il basso su una carta assorbente o su un canovaccio
ungete una teglia con olio extravergine d’oliva
preparate un impasto mescolando il pane raffermo grattugiato, il prezzemolo tritato fine (ce ne va un bel po’), alcuni spicchi d’aglio schiacciati (con uno schiaccia-aglio sarebbe l’ideale) e un po’ d’olio extravergine d’oliva, senza esagerare. Il composto deve risultare omogeneo ma non troppo, non cremoso ma ancora un po’ “granuloso”.
Salate i pomodori e spolverizzateli anche con un pizzico di zucchero ben distribuito (quando si cucinano i pomodori cotti un po’ di zucchero va sempre bene, perché li priva dell’acidità e li rende più buoni e digeribili), collocate un cucchiaio circa dell’impasto di pane con l’aglio sulla superficie tagliata di ogni mezzo pomodoro schiacciando un po’ per farlo aderire.
Disponete i pomodori sulla teglia, uno accanto all’altro, ed infornate in forno caldo per una 20ina di minuti, fino a che vi sembreranno ben cotti e dorati in superficie.

sono ottimi per accompagnare il riso thai bollito

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Risotto al nero di seppia

12 gennaio 2009

Il colore nero è dato dall’inchiostro contenuto in una vescichetta nelle viscere della seppia.
La seppia usa tale liquido nero per spruzzarlo, intorbidare l’acqua e scomparire, in caso di aggressione.
Le seppie di paranza (cioè pescate in rete, percependo come aggressione l’essere pressata insieme agli altri pesci, tende a spruzzare di continuo il liquido fino ad esaurirlo.) non sono adatte allo scopo, in quanto difficilmente la vescichetta conterrà dell’inchiostro.
Molto più indicate sono le seppie pescate in nassa.
L’inchiostro non darà soltanto una coloritura nera al riso, ma gli darà anche un profumo intenso che costituisce la prelibatezza del piatto.

Prendere 400 grammi di seppie freschissime per ogni due commensali.
Pulirle dalle interiora, avendo cura di salvare la piccola vescica con l’inchiostro.
[Attenzione, il contenuto di questa vescichetta deve essere di consistenza assolutamente liquida. Qualora al tatto la sentiste solida o granulosa, vuol dire che la seppia era congelata, quindi desistete perché l'inchiostro non darà alcun risultato.]
Tagliare la seppia in striscioline sottili e separare uno ad uno i tentacoli.
In un tegame far rosolare nell’olio 2/3 spicchi di aglio; quando saranno dorati eliminarli ed inserire la/le seppia/e fatta a pezzetti.
Coprire con un coperchio e mescolare con attenzione perché le seppie tendono a scoppiettare e schizzare olio bollente dappertutto.
Quando saranno dorate uniformemente aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e farlo sfumare.
Versare nel tegame la/e vescichetta/e premendola più volte con un mestolo in modo da far fuoriuscire l’inchiostro; aggiungere un paio di pomodorini dissemati per commensale, coprire e far cuocere a fuoco lentissimo per circa 20 minuti.
In una padella capiente mettere un trito finissimo di cipolla ed olio; far appena imbiondire la cipolla, quindi versare il riso (superfino Arborio o Carnaroli o Baldo), rimestando, farlo tostare un po’, quindi versare un bicchiere di vino bianco secco e farlo sfumare.
Subito dopo versare sul riso il sugo di seppia che avevamo preparato e portarlo a cottura allungando man mano con brodo di pesce (in alternativa va bene anche il brodo di polpo, oppure il granulato di pesce, che si trova in commercio, sciolto in acqua.
Per quanto riguarda la salatura è solo in questa fase che, provandola, potrete regolarla, in quanto la seppia, come tutti i prodotti del mare, già produce di suo una salatura parziale, il brodo con cui porterete a cottura anche.
Tenete presente che, come tutti i risotti, anche questo va servito “all’onda”.

Buon appetito.

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