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Frico con patate

Il Frico è uno dei piatti tradizionali del Friuli, in particolare della zona montana della Carnia, della quale è originario, e di tutta la provincia di Udine.
Viene servito come secondo, anche se in realtà potrebbe essere considerato piatto unico.
Ho deciso di postarlo qui, perché tra i secondi con verdure non ce lo vedevo troppo bene…
Per le quantità io vado “a occhio”, però direi che si potrebbero riassumere come un terzo di formaggio per due terzi di patate… o anche un quarto di formaggio per tre quarti di patate… purtroppo non riesco ad essere più precisa
(In una ricetta online ho trovato 200 gr. di formaggio per 400 gr. di patate)

Ingredienti:

formaggio montasio fresco (12334560.3)
patate
olio (io uso l’extravergine d’oliva)
sale
(facoltativa la cipolla da far soffriggere prima di tutto, ma che secondo me è una contaminazione successiva che non si trova nella ricetta originaria)

Procedimento:

in una padella antiaderente con due cucchiai d’olio mettere le patate tagliate a dadini non troppo piccoli (devono cuocersi ma non friggersi) e salatele subito ad inizio cottura.
Fatele cuocere a fuoco medio rigirandole abbastanza spesso per impedire che si attacchino al fondo della padella.
Se notate che cominciano a formare la crosticina ma non sono ancora ben cotte internamente, coprite la padella con un coperchio possibilmente in vetro pesante, abbassate un po’ la fiamma e cercate di portarle a cottura completa senza che induriscano e si asciughino troppo. (vi raccomando di non aggiungere acqua!)
Quando le patate saranno morbide, aggiungete il montasio tagliato a dadini piccoli, mescolate bene e coprite il tutto per far fondere il formaggio.
Mescolate sempre frequentemente ed amalgamate il tutto con un cucchiaio di legno.
Quando gli ingredienti risulteranno ben amalgamati, togliete il coperchio, compattate un po’ l’impasto con il cucchiaio di legno, cercando di dargli una forma regolare, a “disco” spesso 1,5 – 2 cm circa, alzate un po’ la fiamma e lasciate dorare il “tortino” prima da un lato, poi, rigirandolo con l’aiuto di un piatto, dall’altro lato, fino a che avrà formato una crosticina dorato-rossiccia.

Va servito caldissimo (diversamente diventa pesante da digerire, ma anche così non è una passeggiata), solitamente accompagnato da fette di polenta “grigliate”.

Curiosità:

In origine il frico veniva cucinato con gli scarti della lavorazione del montasio, cioè con le striscioline che fuoriuscivano dagli stampi entro i quali venivano sagomate le forme, le cosiddette “strìssulis“.
Oggi le strìssulis vengono vendute negli spacci delle poche latterie rimaste.

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Montasio

Il Montasio è il prodotto più importante della tradizione casearia del Friuli Venezia Giulia. Similmente all’Asiago, prende il nome dall’omonimo altopiano che si apre tra le Alpi Giulie, nella zona di Tarvisio.
Si ritiene che sia originario del 1200, ad opera dei monaci dell’abbazia di San Gallo, tutt’ora esistente.
La denominazione Montasio appare per la prima volta nel 1775 in un prezziario della città di San Daniele (quella dell’omonimo prosciutto).

Il Montasio è uno dei formaggi storici italiani, ha acquisito la certificazione DO nel 1986 e la DOP nel 1996.
La zona di produzione comprende tutto il Friuli, il Veneto orientale nelle provincie di Belluno e Treviso, e in alcune aree delle provincie di Padova e Venezia. Il disciplinare impone la presenza della scritta Montasio incisa obliquamente sullo scalzo della forma.

Caratteristiche:
Il Montasio è un formaggio a pasta cotta e semidura, prodotto con latte vaccino intero.
La forma è cilindrica, di diametro compreso tra i 30 e i 40 cm, lo scalzo è basso, dai 6 ai 10 cm, il peso compreso tra i 5 e i 9 kg. La crosta, inizialmente chiara, liscia ed elastica, diventa scura e dura nel prodotto stagionato.

Il disciplinare DOP prevede 3 tipologie di formaggio:
- il Montasio Fresco, stagionato da 2 a 5 mesi;
- il Montasio Semistagionato o mezzano, da 5 a 10 mesi;
- il Montasio Vecchio, oltre i 10 mesi.

La pasta del Montasio si presenta di colore giallo paglierino, con occhiatura piccola ed omogenea, lucida internamente. Gli aromi, tipicamente lattici del prodotto giovane, diventano via via più complessi con l’aumentare della stagionatura.

Il consorzio di tutela del Montasio mostra i valori nutrizionali in tutte le pubblicazioni promozionali, questo è sicuramente un fatto positivo che dovrebbe essere fatto per tutti i formaggi DOP ma che purtroppo è lasciato alla discrezione dei consorzi.
Dai valori nutrizionali (i valori minimi riguardano il Mezzano, quelli massimi il Vecchio):
proteine 24 – 26 %
grassi 32 – 34 %
kcal 360 – 420 %
si nota chiaramente come il Montasio sia un formaggio grasso, in quanto prodotto da latte intero e a pasta semidura.

Al di fuori della DOP viene prodotto il Montasio ubriaco, stagionato nelle vinacce.
(per quest’ultimo aprirò prossimamente una sezione specifica, perché meritevole di attenzione)

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