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Posts Tagged ‘limone’

Polpo all’insalata

17 marzo 2009

Il problema del polpo sta nella carne molto fibrosa, quindi difficile da rendere tenera con la sola bollitura.
Ocorre perciò sfibrarla prima della cottura.
Il metodo classico usato dai nostri nonni era quello di sbattere più e più volte il polpo su di una pietra (metodo ancora oggi usato in Puglia con i polipetti, per poterli mangiare crudi appena pescati), oppure di porlo su di un tavolaccio di legno e batterlo più e più volte con una mazzuola, quindi lessarlo.

Io vi indico un metodo più moderno, ma efficacissimo.

1 – Il polpo deve essere acquistato fresco. Senza questa premessa qualunque discorso sul polpo all’insalata possiamo chiuderlo qui.
Deve pesare non meno di 1 Kg, non più di 2.
2 – Dopo averlo accuratamente pulito, congelate il polpo nel freezer normale che avete nella parte alta del frigorifero.
[Qui occorre fare una precisazione, che sicuramente saprete, ma che nel nostro caso è determinante: con la surgelazione si abbatte la temperatura del prodotto a -18° in pochi minuti; la congelazione, invece, è un processo molto più lento che raggiunge temperature molto superiori.
Nel processo di surgelazione (molto rapido) l'acqua contenuta nel prodotto forma cristalli di ghiaccio molto piccoli, che difficilmente rompono le cellule.
Nel processo di congelazione (molto lento) si formano macrocristalli che vanno a rompere le cellule e i legami fra cellule.]

Per il nostro polpo sarà necessaria la congelazione, dimodoché i macrocristalli di ghiaccio sfibrino i tessuti del polpo che in cottura diventeranno teneri molto più velocemente.
Diciamo che lo avete messo a congelare la sera, al mattino dopo potete metterlo a scongelare.
In una pentola capiente mettete a bollire abbondante acqua, moderatamente salata, con un mezzo limone (intero, non premuto).
Prendete il polpo, infilategli nella cavità della “testa” (che poi sarebbe lo stomaco) un forchettone, in modo da poterlo reggere tutto con il forchettone stesso.
Appena l’acqua è a bollore, a mezzo forchettone, immergete interamente il polpo nell’acqua, contate cinque secondi, quindi ritiratelo fuori; ripetete l’operazione 4 o 5 volte (vedrete che i tentacoli si arricciano), quindi lasciatelo a lessare per il “tempo necessario”.
Ora la questione delicata è “il tempo necessario”, che dipende innanzitutto dalle dimensioni del polpo.
Non esiste un’indicazione che io vi possa dare, l’unica e pungerlo con una forchetta nella parte alta e più spessa dei tentacoli, finché lo sentite tenero (ma assolutamente non molle).
Tenete presente che se la pelle comincia a staccarsi e ad apparire molliccia, il punto di cottura è già stato abbondantemente superato.
Un polpo ben cotto (nel senso di cotto bene) dovrà avere pelle e ventose perfettamente aderenti ai tentacoli, anche dopo essere stato tagliato a fettine.
- Una volta cotto la testa (stomaco) deve essere tagliata prima in due longitudinalmente (per il lungo), poi ciascuna metà tagliata latitudinalmente (per il largo) in 3 o 4 striscioline, a seconda delle dimensioni.
- Gli 8 tentacoli vanno accuratamente separati l’uno dall’altro, quindi tagliati in questo modo: le punte di 2,5 centimetri, poi, salendo di spessore, un paio di pezzetti da 3 ventose, quindi fettine da 1 ventosa ciascuna.
- Una volta inserito il tutto nella zuppiera, irrorare con 4 o 5 cucchiai del brodo che il polpo ha prodotto, olio quanto basta, una macinatina di pepe bianco fresco, limone a piacere.

Buon appetito.

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Avocados con gamberetti

2 marzo 2009

Ingredienti:

avocados ben maturi (la polpa dev’essere morbida, burrosa)
gamberetti sgusciati precedentemente sbollentati
succo di limone
maionese (decisamente meglio se fatta in casa)

Procedimento:

Lavare gli avocados e tagliarli a metà nel senso della lunghezza, privandoli del grosso seme e lasciando la buccia.
Irrorare con il succo del limone la superficie della polpa affinché non annerisca.
Riempire ogni mezzo avocado con un cucchiaio di gamberetti mescolati con la maionese.
Si mangia fresco, direttamente dall’avocado con un cucchiaino.

Nota: Solitamente gli avocados migliori sono quelli a buccia scura, dalle mie parti più difficilmente reperibili. I più diffusi, da noi, sono quelli verdi, meno buoni.

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Latte dolce fritto

8 febbraio 2009

1 lt. di latte
150 gr. di farina
100 gr. di zucchero
6 uova
1 limone
olio
pane grattugiato
zucchero a velo

Sbattere lo zucchero con 4 uova intere e 2 tuorli, unire il latte, la farina e la buccia grattugiata del limone. Cuocere per circa un’ora sempre rimescolando. Quando la pasta si staccherà dalla pentola versarla su piatti unti con un pò d’olio, livellando ad uno spessore di circa tre centimetri. Lasciar raffreddare, quindi tagliare a rombi di 5 centimetri di lato. Passarli nel bianco d’uovo sbattuto e nel pane grattugiato. Friggerli in olio bollente.
Posarli su carta straccia per asciugarli dall’olio superfluo e spolverizzarli con lo zucchero a velo.
Mangiarli… :D DD

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Crostini di fegatini

20 gennaio 2009

Per la ricetta mi riferisco solo al sugo di fegatini…poi per il tipo di crostino usate il pane come vi pare, anche se da noi si usa le baguette tagliate a rondelle, tostate in forno e spalmate di burro o inzuppate leggermente nel brodo.

Prendete 3/4 etti di fegatini pollo ben puliti e lavati, tagliateli a metà o cumunque in pezzi non molto piccoli e scottateli in padella per toglierli l’acqua che secernono (troppo amara credo).
In precedenza avrete preparato un soffritto in olio extravergine d’oliva di 1/2 cipolla rossa, una costola di sedano e una carota.
Aggiungete i fegatini (senza l’acqua che hanno prodotto prima) e cuocere a fuoco molto basso.
Quando la cipolla è ben cotta si passa il tutto col frullatore (eeehh..la modernità!) e si passano in un altro tegame (sempre a fuoco basso) insieme ad un bel pezzo di burro (non abbiate paura..), una buccia di limone e due dita di Marsala (solo ed esclusivamente Marsala eh!..guarda che vi vedo!!!).
Quando il Marsala evapora si aggiunge una puntinina di pomodoro (pochissimissimo) e un pò di brodo, una spruzzata di capperi e acciughe finemente tritati (in via del tutto accezzionale è ammesso l’uso di pasta di capperi e pasta d’acciughe).
Finito e pronto da spalmare!

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Verza atomica

18 gennaio 2009

Per 6 persone.
Un cavolo cappuccio tagliato il più fine possibile.
6 spicchi d’aglio (senza animella verde) tritati
Il succo di due limoni (veri, non Limmy)
Pepe nero a volontà
Sale

Prima mischiata, energica

Olio d’oliva extravergine quanto basta

Mischiare ancora energicamente

Lasciare riposare per almeno un’ora.

Mischiare di nuovo prima di servire.

Attenzione: non è un piatto per tutti!!!

Una variante prevede l’aggiunta di acciughe tagliate a pezzettini. Suggerisco di gustarla la prima volta al naturale. Se si sopravvive allora alla seconda si possone mettere le acciughe.

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Torta al limone

18 gennaio 2009

Pasta Brisè
Burro gr. 100
Farina gr. 200
1 pizzico di sale e ½ dl di acqua

Ripieno
3 limoni
zucchero gr.100
uova 3
¼ di litro di latte scremato
panna fresca spessa gr.50

Preparazione pasta
Preparare la pasta brisè impastando velocemente tutti gli ingredienti dati e lasciarla riposare.
Preriscaldare il forno a 210°.
Stendere la pasta su una tortiera di 25 cm di diametro, creando un bordo piuttosto alto.
Fare cuocere la pasta da sola per 15 minuti.

Preparazione ripieno
Lavare i limoni e togliere la loro pelle molto sottilmente evitando la parte bianca amara.
Spremere i limoni cercando di ottenere 100 g. di succo e ponendo il succo in un bicchiere.

Battere le uova con lo zucchero.
Aggiungere di seguito il latte, la crema spessa e il succo di limone ottenendo una preparazione molto liscia.

Abbassare la temperatura del forno a 180°.
Sulla pasta precotta versare la crema al limone rimettendo il tutto in forno per 30-35 minuti.
Decorare la torta con rondelle di limone caramellate ed in sciroppo.

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Torta al limone con panna acida

18 gennaio 2009

PASTA:
200 gr.farina-100 gr.zucchero-100 gr.burro-1 uovo-sale-lievito
RIPIENO:
1 tazza di zucchero semolato
3 cucchiai da tavola di fecola
1 pizzico di sale
1 tazza di latte
3 uova-albume e rosso divisi
4 cucchiai da tavola di burro
1 e ½ cucchiaio da the di buccia di limone
¼ di tazza di succo di limone
1 tazza di crema acida

MERINGA
¼ di cucchiaio da the di cremor tartaro
½ cucchiaio da the di estratto di vaniglia
6 cucchiai da tavola di zucchero

Preparare una base di pasta come per una crostata e cuocerla in forno.
Raffreddarla.

In una casseruola di media grandezza unire 1 tazza di zucchero, la fecola ed il sale.
Velocemente inserire il tutto nel latte.
Cuocere a cottura media rigirando con attenzione quasi fino a bollitura per far addensare il composto.
In una piccola terrina battere leggermente i tuorli dell’uovo.
Miscelare una piccola parte del composto preparato che risulta ancora caldo con il gialli delle uova.
Alla fine rimettere al fuoco, rimescolare bene,aggiungere il burro, il succo del limone e le scorzette.
Inserire la crema acida .
Terminata la preparazione del ripieno, spargerlo sulla crostata.

Per la meringa:
In un’altra tazza battere il bianco dell’uovo con il cremor tartaro e la vaniglia fino a neve ferma.
Gradualmente aggiungere 6 cucchiai da tavola di zucchero.
Mettere la meringa sopra la crostata sigillandola al contorno.
Porre in forno preriscaldato per 12-15 minuti o finchè dorato.

Raffreddare e servire.

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Torta di mele con panna acida

18 gennaio 2009

PASTA FROLLA:
200 gr. di farina bianca
100 gr.di zucchero
100 gr.di burro ammorbidito
1 uovo intero
scorzetta di limone,vaniglia e poco lievito.

RIPIENO:
L’unità di misura per le dosi è una classica tazza
¾ di tazza di zucchero semolato
¾ di tazza di zucchero di canna
1 cucchiaio da tavola di farina
1 cucchiaino da the di cannella in polvere
½ cucchiaino da the di noce moscata
un cucchiaio da the di succo di limone
½ tazza di panna acida (panna e yogurt cremoso vanno bene)
4 mele di media grandezza sbucciate, private del torsolo e fatte in fette

COPERTURA:
½ tazza di farina
½ tazza di zucchero di canna
4 cucchiai di burro reso morbido

Preparare innanzitutto la pasta base per crostata.

Per il ripieno:
In una terrina mischiare lo zucchero semolato ed ¼ della tazza di zucchero di canna, 1 cucchiaio da tavola di farina, la cannella,la noce moscata, il succo di limone ed un pizzico di sale.
Aggiungere a tutto ciò la crema acida e le mele precedentemente preparate ed affettate.

Porre a cucchiaiate questo ripieno sulla pasta per crostate e mettere a parte.

In una grossa tazza mescolare insieme la ½ tazza di farina e la restante ½ tazza di zucchero scuro.
Unire poi il burro precedentemente ammorbidito e lavorare il composto con una forchetta.

Cospargere con questo rivestimento la torta sbriciolando con le dita la rivestitura e cuocere in forno preriscaldato per 40 minuti circa a 180°.

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Cheese cake

18 gennaio 2009

Dosi per la pasta:
250 gr. di biscotti “Oro Saiwa”
100 gr. di burro
2 cucchiai di zucchero
1 albume d’uovo

Per il ripieno:
250 gr. di formaggino Philadelphia
200 gr. di stracchino
120 gr. di zucchero vanigliato
4 cucchiai di panna liquida
4 uova intere
1 limone,succo e scorzetta-un pizzico di sale

Per la copertura:
100 gr. di panna liquida
25 gr.di zucchero a velo
succo di mezzo limone
marmellata di lamponi

PASTA:
Montare il burro in una ciotola con lo zucchero ed aggiungere i biscotti frullati che devono essere ridotti a polvere ed il bianco dell’uovo.
Imburrare uno stampo e pressare il composto molto bene con l’aiuto di un cucchiaio premendo sul fondo e sui bordi della tortiera.
Porre il tutto in frigo per 30 minuti.

RIPIENO:
Frullare i formaggi aggiungendo la panna, il limone, le uova, lo zucchero e un pizzico di sale.
Tale operazione deve essere fatta per parecchio tempo.
Versare in seguito il composto nello stampo e mettere in forno preriscaldato a 190° per 45 minuti finchè anche il ripieno sia cotto (prova stuzzicadente)*
Far raffreddare il dolce per ½ ora circa.
Nel frattempo mescolare la panna con il succo del limone e lo zucchero per ottenere la copertura.
Montare con la frusta fino ad ottenere una crema densa.
Stenderla sul dolce e rimetterlo in forno caldo per 10 minuti.
Fare raffreddare la torta e ricoprirla con marmellata di lamponi.

*
Prova stuzzicadente

Si prende uno stuzzicadente, lo si infila nella torta e lo si toglie subito.
Se lo stuzzicadente è “pulito”, la torta è cotta.
Se invece presenta dei pezzi di torta, vuol dire che bisogna cuocerla ancora un pò.

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Limoncello

14 gennaio 2009

Ingredienti

300 ml. di alcol a 90° per i liquori
300 ml. di acqua
300 gr. di zucchero
n.2 limoni naturali, non trattati

Procedimento

In un vaso da 1 lt. a chiusura ermetica (vanno benissimo quelli per le conserve, con il tappo piccolo) mettere l’alcol, l’acqua e lo zucchero, poi aggiungere le scorze dei limoni, tagliate sottili sottili in modo da prelevare solo la parte gialla e non quella bianca sottostante.
Chiudere il vaso e conservare in un luogo fresco e buio, scuotendo energicamente il vaso di tanto in tanto per aiutare lo zucchero a sciogliersi e gli ingredienti ad amalgamarsi. Dovrebbe essere pronto dopo un paio di mesi…
Filtrare ed imbottigliare.
Va bevuto freddo, io tengo i bicchierini in congelatore.

Liquori , ,