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Caciocavallo Di Agnone

Area di produzione: Comprensorio dell’Alto Molise, particolarmente nei comuni di Agnone (IS), Capracotta (IS) e Vastogirardi (IS).

Caratteristiche: Altezza cm 18-28, diametro cm 16-22, peso Kg 1,5-3, ha la forma di una grossa pera con una crosta dura e sottile, variegato di muffe se stagionato a lungo. L’odore è forte, sapore dolce e pastoso quando è poco stagionato, fino a diventare, con l’andare della stagionatura, sempre più intenso e piccante.

Materie Prime: latte di razze bovine locali fatte pascolare e alimentate con foraggi integrati da mangime aziendale, caglio e sale da cucina. Lavorazione: L’antica tradizione di elaborazione del latte vaccino prevede che il latte sia coagulato alla temperatura di 36-38 °C usando caglio di vitello o capretto. Quando la cagliata ha raggiunto la consistenza ottimale, bisogna romperla fino a che i grumi abbiano le dimensioni di chicchi di mais. A questo punto, dal fondo del tino di coagulazione, si estrae il siero: una parte di esso è scaldata a 65 °C e versata sulla cagliata che, in questo modo, ha una cottura parziale. La pasta resta immersa nel siero fino a quando è nelle condizioni di essere filata, quindi viene fatta sgrondare dal siero e tagliata a fette. La filatura viene fatta a mano, in acqua a circa 80-90 °C; la pasta quindi si comprime così da avere la superficie esterna liscia e quella interna piena.
La pasta viene quindi modellata nella classica forma di pera con una testa sopra. Le forme vengono immerse prima in acqua di raffreddamento e poi in salamoia. La salatura è effettuata in salamoia e varia a seconda del peso: 24 ore/Kg.

Periodo di produzione Tutto l’anno, ma è particolarmente apprezzata la produzione primaverile, quando le bovine pascolano sui prati di montagna.

Materiali e attrezzature per la preparazione: Caldaia in rame stagnato, mastello di legno, tavolo in legno o in acciaio, pertiche in legno o in acciaio.

Lavorazione, conservazione e stagionatura: Fatta in un ambiente fresco ed aerato. Le forme vengono legate a coppie e appese ad asciugare. Il tempo minimo di stagionatura è di 2 mesi.

Aspetti igienico-sanitari: Il latte crudo utilizzato è ottenuto da bovine indenni da Brucellosi e Tubercolosi. Importante è il ruolo della flora nativa e l’aggiunta di siero-innesto che permette di selezionare e rafforzare la componente della flora lattica positiva, ottenendo un prodotto con caratteristiche particolari e una varietà di gusti che rendono il Caciocavallo di Agnone particolarmente apprezzato
Poichè l’acidificazione della cagliata, la semicottura e il processo di filatura sono fatti in acqua ad alta temperatura (90° C) c’è un ulteriore abbattimento della flora microbica e, quindi, un prodotto più sano.

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Minestra maritata

ATTENZIONE – CHI E’ A DIETA NON SI AZZARDI A LEGGERE QUESTA RICETTA, PERCHE’ LA SOLA LETTURA LO PORTEREBBE AD UN AUMENTO DI PESO !

La minestra maritata si chiama così per lo sposarsi (maritarsi) che avviene nella pignata di verdure varie e carni varie.

Questa ricetta trova origine nella cucina degli antichi Romani, dove già si era usi “maritare” carni con verdure.
Giordano Bruno cita esplicitamente la minestra maritata ne’ “Il Candelaio”, opera teatrale scritta nel 1582.
Salvatore Rosa, il grande pittore napoletano del 600, racconta che la minestra maritata, piatto da cantina, veniva divorata dal guerriero e dal cavaliere dopo la battaglia, perché questa minestra era un piatto caldo che dava forza e coraggio, e la stima per questo piatto era tale da farlo considerare una medicina contro catarri e mal di testa.

Ingredienti per 6/8 persone.

Le verdure:
g. 400 di broccoli di foglia mondati
g. 300 di broccoletti mondati
g. 400 di cicoria mondata
g. 400 di scarolelle mondate
g. 450 di cappuccia mondata
g. 400 di torzelle mondate
g. 400 di borragine

Gli altri ingredienti:
1 osso di prosciutto spaccato in 3 tronconi
3 salsicce fresche
1 salamino
g. 200 di cotenna di maiale
g. 200 di pezzentelle (salsicce fatte con le interiora di maiale)
g. 200 di tracchie (spuntature, rosticciana)
g. 300 di maiale fresco a pezzi
g. 150 di lardo a cubetti piccoli
g. 100 di caciocavallo secco a pezzettini (oppure di crosta di parmigiano sempre a pezzettini)
mezzo gambetto di sedano
una cipolla piccola
mezza carota
un ciuffo di prezzemolo

Esecuzione.

Il brodo (da preparare il giorno prima):
Mettere osso di prosciutto, salsicce, salamino, cotenna, pezzentelle, tracchie, maiale, lardo sedano, cipolla, carota e prezzemolo con poco sale in una pentola capiente e ricoprire di acqua fredda.
Mettere sul fuoco e lasciar bollire per 2/3 ore, finché la carne sarà cotta.
Togliere dal fuoco e fare a pezzetti la carne di maiale, disossare le tracchie e farle a pezzetti, scarnificare la carne dall’osso di prosciutto e farla a pezzetti, sbriciolare salsicce, pezzentelle e salamino, lasciare intera la cotenna e mettere tutto da parte.
Liberare il brodo da cipolla sedano, carota e prezzemolo, nonché da eventuali ossicini residui e metterlo in frigorifero per circa 12 ore.

Le verdure:
Dopo averle lavate accuratamente, gettarle in una pentola con acqua a bollore, senza sale, e coprire.
Appena il bollore sarà ripreso, toglietele dal fuoco e mettetele a scolare bene (anche premendo con un mestolo).

Togliete il brodo dal frigo.
Vedrete che in superfice ha formato una crosta gialla di grasso, con un cucchiaio asportatela.
Quindi rimettete il brodo sul fuoco; quando sarà a bollore versateci le verdure ed i pezzetti di formaggio e lasciate cuocere per circa mezz’ora.
A cottura quasi ultimata aggiungete tutta la carne che avevate da parte e mescolate, assaggiate e regolate di sale.

Servite a tavola insieme ad una ciotola di parmigiano grattuggiato, di cui ognuno potrà servirsi a piacere.

Buon appetito

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