Archivio per la categoria Secondi

Roast beef all’inglese

In realtà quella che vi do è la ricetta (molto simile) del

Rosbif

come si fa in Toscana.

Prendere un lacerto (magatello) di coscia, (cioè dalla zampa posteriore – quello di spalla è più piccolo e più nervoso) di bovino adulto.
Peserà circa Kg. 2,5/3,5 a seconda delle dimensioni dell’animale.
Preparate un bel trito di aglio (non con il premiaglio, altrimenti a carne cotta vi apparirà verde) e mescolatelo con un’adeguata quantità di sale fino.
Sul pezzo di carne, con un punteruolo da cucina (ma va bene anche un coltello) praticate tre fori profondi nel senso della lunghezza, sia da un capo che dall’altro.
Inserite, con pazienza, in questi fori il trito di aglio e sale che avete preparato.
Strofinate dell’aglio schiacciato lungo tutto il pezzo di carne, passateci attorno del sale fino, quindi, contornandolo con 3/4 rametti di rosmarino, legatelo molto stretto con dello spago da cucina.
Mettetelo in un ruoto con un filo di olio.
La cosa più complicata di questa semplice ricetta è il tempo di cottura, per far sì che la carne sia cotta, ma il cuore rimanga al sangue:
In forno già caldo a 200/250 gradi, deve cuocere circa 15 minuti per ogni chilo di carne.
Quindi se il pezzo pesa 3 chilogrammi, dovrà cuocere per circa 45 minuti.
Nei primi minuti di cottura giratelo da ogni lato, in modo che faccia la crosta scura tutt’intorno, poi lasciatelo cuocere.
Quando sarà pronto togliete lo spago ed il rosmarino, tagliatelo a fettine molto sottili e servitelo versandoci su un paio di cucchiaiate del suo sughetto.
Anche ottimo è freddo con versato su il sughetto bollente, oppure condito con olio e limone.

ATTENZIONE
Se l’intero pezzo di lacerto lo considerate eccessivo, e decidete di usarne, mettiamo, la metà, il peso diventerà di 1,5 chili, ma lo spessore della carne sarà uguale, quindi il tempo di cottura non potrà essere di 22/23 minuti (come il peso di 1,5 chilogrammi ci direbbe), ma dovrà essere di 30/35 minuti.
Naturalmente il grado di “al sangue” di vostra preferenza lo potrete raggiungere soltanto con l’esperienza.

Buon appetito.

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Frico con patate

Il Frico è uno dei piatti tradizionali del Friuli, in particolare della zona montana della Carnia, della quale è originario, e di tutta la provincia di Udine.
Viene servito come secondo, anche se in realtà potrebbe essere considerato piatto unico.
Ho deciso di postarlo qui, perché tra i secondi con verdure non ce lo vedevo troppo bene…
Per le quantità io vado “a occhio”, però direi che si potrebbero riassumere come un terzo di formaggio per due terzi di patate… o anche un quarto di formaggio per tre quarti di patate… purtroppo non riesco ad essere più precisa
(In una ricetta online ho trovato 200 gr. di formaggio per 400 gr. di patate)

Ingredienti:

formaggio montasio fresco (12334560.3)
patate
olio (io uso l’extravergine d’oliva)
sale
(facoltativa la cipolla da far soffriggere prima di tutto, ma che secondo me è una contaminazione successiva che non si trova nella ricetta originaria)

Procedimento:

in una padella antiaderente con due cucchiai d’olio mettere le patate tagliate a dadini non troppo piccoli (devono cuocersi ma non friggersi) e salatele subito ad inizio cottura.
Fatele cuocere a fuoco medio rigirandole abbastanza spesso per impedire che si attacchino al fondo della padella.
Se notate che cominciano a formare la crosticina ma non sono ancora ben cotte internamente, coprite la padella con un coperchio possibilmente in vetro pesante, abbassate un po’ la fiamma e cercate di portarle a cottura completa senza che induriscano e si asciughino troppo. (vi raccomando di non aggiungere acqua!)
Quando le patate saranno morbide, aggiungete il montasio tagliato a dadini piccoli, mescolate bene e coprite il tutto per far fondere il formaggio.
Mescolate sempre frequentemente ed amalgamate il tutto con un cucchiaio di legno.
Quando gli ingredienti risulteranno ben amalgamati, togliete il coperchio, compattate un po’ l’impasto con il cucchiaio di legno, cercando di dargli una forma regolare, a “disco” spesso 1,5 – 2 cm circa, alzate un po’ la fiamma e lasciate dorare il “tortino” prima da un lato, poi, rigirandolo con l’aiuto di un piatto, dall’altro lato, fino a che avrà formato una crosticina dorato-rossiccia.

Va servito caldissimo (diversamente diventa pesante da digerire, ma anche così non è una passeggiata), solitamente accompagnato da fette di polenta “grigliate”.

Curiosità:

In origine il frico veniva cucinato con gli scarti della lavorazione del montasio, cioè con le striscioline che fuoriuscivano dagli stampi entro i quali venivano sagomate le forme, le cosiddette “strìssulis“.
Oggi le strìssulis vengono vendute negli spacci delle poche latterie rimaste.

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Gratin Dauphinois

Ingredienti:

circa 2 kg. di patate (dipende però dalle dimensioni della teglia)
una noce di burro
250 ml di panna liquida
250 ml di latte (io ne ho usato mezzo litro, ma è decisamente troppo. 250 ml dovrebbe andare…)
3 spicchi d’aglio
sale
circa 200 gr. di formaggio emmenthal

Preparazione:

Accendete il forno a circa 200° affinché si scaldi mentre preparate il tutto.
Grattugiate il fomaggio emmenthal con la grattugia a denti grossi.
(http://i138.photobucket.com/albums/q274/Soleonda/miei/D…a.jpg)
Pelate e lavate le patate, e tagliatele a fettine sottilissime.
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Ungete con il burro la teglia e disponete le patate formando uno strato uniforme.
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Pulite l’aglio privandolo del germoglio centrale e schiacciatelo con la pressa-aglio in un pentolino a parte.
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Aggiungete la panna liquida ed il latte.
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Aggiungete anche un cucchiaino circa di sale (meglio aggiungerne un po’ per volta ed assaggiare). Con un cucchiaio mescolate a freddo tutti gli ingredienti e poi distribuiteli sulle patate, che NON devono esserne completamente ricoperte.
(Nella foto seguente c’è troppo latte)
(http://i138.photobucket.com/albums/q274/Soleonda/miei/D…a.jpg)
Cospargete poi la superficie con l’emmenthal grattugiato e qualche fiocchetto di burro.
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Infornate il tutto a 200° per circa 45 minuti, sul piano intermedio del forno, facendo attenzione che la superficie non bruci.
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ATTENZIONE!: Non fate come me… ;oP Il contenuto della teglia è liquido, fate molta attenzione nell’infornare (io ne ho rovesciato un po’ sul pavimento), e fate attenzione anche e soprattutto nello sfornare, perché se vi riesce un po’ troppo liquido come a me, rischiate di ustionarvi (per fortuna non ripeto gli stessi errori due volte ;oP)

Il risultato dovrebbe essere più o meno questo:
(http://i138.photobucket.com/albums/q274/Soleonda/miei/D…a.jpg)

Lasciatelo riposare un po’ prima di portarlo in tavola.
E’ buonissimo anche preparato già cotto del tutto il giorno prima e passato un po’ in forno il giorno successivo (forse migliore, oserei dire).

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Striscioline di tacchino ai funghi

Ingredienti:

Fettine di petto di tacchino
farina q.b. (azzardo… 200 gr.?)
due bicchieri di vino bianco
sale
olio extravergine d’oliva
misto di funghi tra cui porcini (freschi o anche surgelati)
uno spicchio d’aglio
prezzemolo

Preparazione:

Se sono freschi, pulite i funghi.
Lavate e tritate l’aglio e, a parte, il prezzemolo.
In una pentola antiaderente fate imbiondire l’aglio con 2 – 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, poi aggiungete i funghi, salate bene, mescolate e fate cuocere i funghi a fuoco medio.
Quando la cottura sarà quasi terminata aggiungete il trito di prezzemolo.

A parte tagliate le fettine di petto di tacchino a striscioline di un paio di cm. di larghezza, avendo cura di tagliare perpendicolarmente alla fibra della carne, in modo da renderla più tenera.
Infarinate la carne, schiacciando bene per far aderire la farina il più possibile.
In una padella larga antiaderente scaldate qualche cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, sistemateci dentro le striscioline di tacchino e fatele rosolare un po’, girandole di tanto in tanto, cercando di farle cuocere da ogni lato ma senza lasciarle attaccare alla padella. Dapprima a fuoco vivace, poi abbassando un po’.
Aggiungete il sale ed il vino bianco, e lasciate cuocere la carne a fuoco lento, eventualmente coprendola con un coperchio pesante se vedete che si sta asciugando troppo.
A cottura ultimata, aggiungere i funghi preparati precedentemente, mescolare ancora un po’ e servire.
(http://i138.photobucket.com/albums/q274/Soleonda/miei/D…a.jpg)

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Polpette di funghi siciliane

Ingredienti per 4 persone: 500g di funghi porcini già puliti (in casa mia abbondano i funghi chiodini perchè mio papà li va a raccogliere, per cui ho usato quelli anzichè i porcini), 2 uova, 3 spicchi di aglio, 2 cucchiai di pangrattato, 1 manciata di prezzemolo tritato, 2 cucchiai di formaggio pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, sale, pepe.

Preparazione:

- cuocere i funghi a vapore in pochissima acqua con poco sale.

- scolarli, tritarli finemente e metterli in una terrina.

- unire le uova, l’aglio tritato con una manciata di prezzemolo, 2 cucchiai di pecorino e 2 cucchiai di pangrattato, sale e pepe.

- amalgamare il tutto, aggiungendo eventualmente altro pangrattato se l’impasto risulta molle.
(http://img388.imageshack.us/my.php?image=impastopolpett…1.jpg)

- ricavare 20-25 polpettine rotonde.
(http://img357.imageshack.us/my.php?image=polpetteincrea…8.jpg)

- friggerle in olio molto caldo facendole dorare.
(http://img66.imageshack.us/my.php?image=polpettequasipr…1.jpg)

- posare le polpette su carta assorbente, metterle in un piatto e servire subito!
(http://img357.imageshack.us/my.php?image=polpetteaifung…3.jpg)

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Indivia belga gratinata

Ingredienti:

5 o 6 “cespi” d’indivia belga di media misura
due spicchi d’aglio
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale
10-12 fette di prosciutto cotto tagliato non troppo sottile
emmenthal grattugiato
poco burro
(facoltativo: pepe)

Per la besciamella:
100 gr. di burro
1 lt. di latte a temperatura ambiente o tiepido (io uso quello freddo, ma è molto più difficile)
100 gr. di farina
sale
(facoltativo: noce moscata)

Procedimento:

Pulire l’indivia togliendo le foglie più esterne e dividere i cespi a metà nel senso della lunghezza.
In una pentola antiaderente mettere l’olio e l’aglio schiacciato o tritato molto finemente, e farlo appassire a fuoco medio (basta pochissimo, non deve diventare scuro!!).
Aggiungere l’indivia, salarla bene e farla cuocere rigirandola spesso, prima a pentola scoperta, successivamente coprendo la pentola ed abbassando la fiamma, in modo che faccia un po’ d’acqua e si cuocia senza aggiungere altra acqua.
Farla cuocere fino a che non sarà sufficientemente tenera ma non troppo morbida.
(facoltativo: aggiungere un po’ di pepe)

A parte preparare la besciamella.
In un pentolino antiaderente far sciogliere il burro molto lentamente, senza che frigga.
Spegnere momentaneamente il fuoco o abbassare il più possibile.
Mescolando continuamente con un cucchiaio di legno facendo attenzione a non formare grumi, aggiungere gradualmente ma velocemente la farina spolverizzandola (possibilmente con lo strumento apposito (12358814.24)).
Quando tutta la farina sarà assorbita dal burro, formando un composto liscio, alzare un po’ la fiamma ed aggiungere il latte molto lentamente, mescolando continuamente e contemporaneamente col cucchiaio di legno. Aggiungere il latte man mano che viene assorbito, fino a quando l’avrete aggiunto tutto, poi continuare a mescolare.
Aggiungere un pizzico di sale e, sempre mescolando, portare ad ebollizione.
Quando comincia a bollire un po’, abbassare la fiamma e continuare a mescolare con attenzione, facendo in modo che non attacchi sul fondo della pentola, facendola cuocere per qualche minuto.
(facoltativo: eventualmente aggiungere un pizzico di noce moscata grattugiata)

Lasciar riposare un po’ la besciamella.
Riscaldare il forno a 180°-200°.
Nel frattempo ungere una pirofila da forno con un po’ di burro, avvolgere l’indivia, pezzo per pezzo, con una fetta di prosciutto e disporla con ordine nella pirofila.
Aggiungere la besciamella, ricoprire il tutto con l’emmenthal grattugiato, e mettere a gratinare sulla parte alta del forno già caldo, per una decina di minuti.
E’ pronto quando la superficie risulta sufficientemente “dorata”.

Questo piatto può essere preparato nella teglia con qualche ora d’anticipo e fatto gratinare appena prima di servirlo in tavola.

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Pomodori alla provenzale

Ingredienti:

pomodori tondi ben maturi
pane raffermo grattugiato
prezzemolo fresco
aglio
olio extravergine d’oliva
sale
un pizzico di zucchero

accendete il forno a circa 180°
lavate e tagliate a metà i pomodori, privateli dei semi e dell’acqua
salateli un po’ e metteteli a sgocciolare con la parte tagliata verso il basso su una carta assorbente o su un canovaccio
ungete una teglia con olio extravergine d’oliva
preparate un impasto mescolando il pane raffermo grattugiato, il prezzemolo tritato fine (ce ne va un bel po’), alcuni spicchi d’aglio schiacciati (con uno schiaccia-aglio sarebbe l’ideale) e un po’ d’olio extravergine d’oliva, senza esagerare. Il composto deve risultare omogeneo ma non troppo, non cremoso ma ancora un po’ “granuloso”.
Salate i pomodori e spolverizzateli anche con un pizzico di zucchero ben distribuito (quando si cucinano i pomodori cotti un po’ di zucchero va sempre bene, perché li priva dell’acidità e li rende più buoni e digeribili), collocate un cucchiaio circa dell’impasto di pane con l’aglio sulla superficie tagliata di ogni mezzo pomodoro schiacciando un po’ per farlo aderire.
Disponete i pomodori sulla teglia, uno accanto all’altro, ed infornate in forno caldo per una 20ina di minuti, fino a che vi sembreranno ben cotti e dorati in superficie.

sono ottimi per accompagnare il riso thai bollito

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Stocchefissce Brand de cujun

(Stoccafisso mantecato alla ligure – ricetta tipica di Sanremo)

700 gr. di stocche bagnato
300 gr. di patate
Una cipolla
Uno spicchio d’aglio
Due limoni
Prezzemolo
Olio
Sale
Pepe

Lessate lo stoccafisso, le patate e la cipolla.
Tritate finemente il prezzemolo e l’aglio, e aggiungete mezzo bicchiere d’olio, il succo di due limoni e mescolate il tutto.
Quando lo stoccafisso sarà cotto, sminuzzatelo e riponetelo in un recipiente insieme alle verdure a fette. Versategli sopra il composto di prezzemolo e aglio, incoperchiate e scuotete energicamente il recipiente, sinchè il tutto non sarà mantecato.

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Gamberoni al timo e cognac

(le dosi sono a occhio… come ogni buona ricetta casalinga che si rispetti.. eheheh)

Ingredienti:
gamberoni freschi
olio extravergine d’oliva
timo fresco
un bicchiere di cognac

lavare e curare i gamberoni, lasciandoli però interi con testa e guscio
in una padella, meglio se con fondo “tondeggiante” tipo wok, versare due cucchiai d’olio extravergine d’oliva, una manciata di foglioline di timo fresco, e far saltare i gamberoni a fiamma vivace, rigirandoli fino a che non diventino rossi da entrambi i lati.
Aggiungere il cognac facendo attenzione che non prenda fuoco (magari abbassate leggermente la fiamma) e completare la cottura che non dev’essere troppo prolungata affinché i crostacei non induriscano e il sughetto non si consumi troppo.
In questa fase può essere utile un coperchio pesante in vetro che trattenga il vapore e faciliti la cottura, ma non indispensabile.
Io non aggiungo sale.

Sono molto buoni con del riso Thai bollito servito nello stesso piatto, per la preparazione semplicissima del quale vi rimando alla sezione Primi / Risi e risotti.

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Orata o Spigola all’acqua pazza

Io, per mio gusto personale preferisco l’Orata, perché ha una carne più consistente.
Altri preferiscono la Spigola, perché ha un sapore più delicato.
La ricetta comunque nasce come “Spigola all’acqua pazza”

Per gli ingredienti e la cottura seguire pari pari le indicazioni date  qua.

sostituendo al coccio la Spigola o l’Orata, prendendo sempre pesci di circa 300 grammi ognuno e considerando un pesce per ogni commensale.
Tenete presente che la Spigola ha un tempo di cottura rapidissimo, mentre per l’orata potete valutare intorno ai 15 minuti.
Vale sempre la regola che (da ambo i lati) quando il perlaceo della carne è diventato bianco compatto il pesce è cotto.
3/4 minuti prima di spegnere il fuoco, aggiungere nel tegame un gambero, due vongole e due cozze per ogni pesce.
A cottura ultimata, sfilettare i pesci, in modo da mettere nel piatto di portata due metà affiancate.
Filtrare completamente il sughetto di cottura, in modo da eliminare aglio, prezzemolo e pelli dei pomodorini.
Guarnire il piatto ciascuno con il proprio gambero le proprie cozze e le proprie vongole che intanto si saranno aperte e, sul tutto, versare delicatamente il sughetto testé filtrato.
Una spruzzata di prezzemolo fresco tritato finemente e servire caldo.

Buon appetito.

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