Archivio per la categoria Formaggi

Formaggio imbriago (o embriago)

ovvero Formaggio Ubriaco

Per produrlo vengono utilizzate forme di formaggi locali (Veneto o Friuli) a pasta semicotta (come l’asiago o montasio) con stagionatura minima di 2 mesi. Le forme (prive di difetti come rigonfiamenti, spaccature, muffe o parassiti animali) vengono immerse nelle vinacce di uve bianche e rosse. La crosta diventa di colore giallo paglierino marcato se si utilizzano vinacce di uve bianche, violaceo se le vinacce sono di uve rosse. La pasta ha un colore variabile tra il bianco e il giallo paglierino; il sapore è piccante e aromatico.

Storia

Il particolare trattamento dell’ubriacatura sembra essere stato scoperto casualmente dai contadini della zona che, per timore delle razzie austriache durante la Prima Guerra Mondiale, presero l’abitudine di nascondere le forme di formaggio tra le vinacce. Secondo un’altra ipotesi questo trattamento si dovrebbe a un contadino che, non potendosi permettere l’olio per lucidare le forme, decise di utilizzare il mosto.

Degustazione

Possiamo considerarlo come il formaggio di fossa, ma lasciato riposare sulle vinacce. Il formaggio, maturando lentamente, acquista un leggero gradevole profumo di vino. Fantastico se gustato con marmellata di uva e mele cotogne o con una fettina di lonzetta di fichi.
E’ ottimo anche al naturale, con verdure fresche di stagione, su pane caldo o in parecchie pietanze. Più complesso è il suo utilizzo nei primi piatti; vista la sua personalità deve essere utilizzato come sapore aggiunto piuttosto che come base del piatto. A meno di non essere grandi chef :)

Consiglio l’accostamento con Cabernet o Merlot, visto che è con le loro vinacce che – nella tradizione veneta – viene fatto invecchiare il formaggio. Oppure un Amarone come ottimo contrasto.

Tags:

Toma piemontese

Formaggio di latte vaccino.
La produzione del formaggio Toma è, fin da epoca medievale, strettamente legata all’area alpina piemontese ed in particolare ai margari che sfruttavano i pascoli montani nel periodo estivo per poi ridiscendere a fondovalle o in pianura nel periodo invernale.
Questo nomadismo ha influito costantemente sulla grande frammentarietà sia dei luoghi che delle tecniche di produzione della Toma piemontese.
La sua distribuzione geografica copre gran parte del territorio del Piemonte con l’esclusione delle province di Asti e Alessandria.
E’ comunque prodotto soprattutto in provincia di Torino (in particolare in Val Susa, Valli di Lanzo, Canavese e la zona di pianura), nella montagna Biellese e l’alta Val Sesia, oltre alla pianura Cuneese.
La Toma piemontese si presenta di forma cilindrica, con diametro di 20-30 cm e un peso variabile tra i 5-10 kg. La crosta è in genere poco spessa, mentre la pasta è di colore giallo uniforme ma di intensità variabile a seconda della tipologia.

Quella che conosco meglio – parte delle mie radici sono lì – è la Toma Biellese. E’ un formaggio sia da tavola sia ottimo per preparare piatti tipici. Quando è giovane, ha un sapore delicato ma già con forte personalità. Più è avanti nella stagionatura, più diventa formaggio “importante”, per il gusto ma anche per l’olfatto!

Vini consigliati: Barbera o Dolcetto per la toma giovane, Barolo o Roero per quella più stagionata.

Tags:

Guttus

E’ prodotto con latte ovino pastorizzato.
Ha forma rotonda con un’altezza di cm. 10-15 ed un diametro di cm. 30; la pasta è cremosa con una crosta con un leggero sviluppo di muffe; il sapore è sapido e mediamente piccante.
La stagionatura richiede almeno quattro mesi in locali a temperatura e umidità controllate a 4°.

Viene anche chiamato “Gorgonzola di pecora“; Guttus era il nome di un principe etrusco.

Ottimo con marmellata d’arance amare o miele di castagno. Valido anche per primi piatti, in cui risulta comunque protagonista (sappiatelo, il resto deve essere di supporto).

Viene prodotto da febbraio a maggio nella fattoria Parrina del comune di Orbetello (GR).

Se non conoscete La Parrina:

http://www.parrina.it/

Consiglio a chiunque si trovi in zona (nel grossetano) di farci un passaggio, non ve ne pentirete.

Tags:

Montasio

Il Montasio è il prodotto più importante della tradizione casearia del Friuli Venezia Giulia. Similmente all’Asiago, prende il nome dall’omonimo altopiano che si apre tra le Alpi Giulie, nella zona di Tarvisio.
Si ritiene che sia originario del 1200, ad opera dei monaci dell’abbazia di San Gallo, tutt’ora esistente.
La denominazione Montasio appare per la prima volta nel 1775 in un prezziario della città di San Daniele (quella dell’omonimo prosciutto).

Il Montasio è uno dei formaggi storici italiani, ha acquisito la certificazione DO nel 1986 e la DOP nel 1996.
La zona di produzione comprende tutto il Friuli, il Veneto orientale nelle provincie di Belluno e Treviso, e in alcune aree delle provincie di Padova e Venezia. Il disciplinare impone la presenza della scritta Montasio incisa obliquamente sullo scalzo della forma.

Caratteristiche:
Il Montasio è un formaggio a pasta cotta e semidura, prodotto con latte vaccino intero.
La forma è cilindrica, di diametro compreso tra i 30 e i 40 cm, lo scalzo è basso, dai 6 ai 10 cm, il peso compreso tra i 5 e i 9 kg. La crosta, inizialmente chiara, liscia ed elastica, diventa scura e dura nel prodotto stagionato.

Il disciplinare DOP prevede 3 tipologie di formaggio:
- il Montasio Fresco, stagionato da 2 a 5 mesi;
- il Montasio Semistagionato o mezzano, da 5 a 10 mesi;
- il Montasio Vecchio, oltre i 10 mesi.

La pasta del Montasio si presenta di colore giallo paglierino, con occhiatura piccola ed omogenea, lucida internamente. Gli aromi, tipicamente lattici del prodotto giovane, diventano via via più complessi con l’aumentare della stagionatura.

Il consorzio di tutela del Montasio mostra i valori nutrizionali in tutte le pubblicazioni promozionali, questo è sicuramente un fatto positivo che dovrebbe essere fatto per tutti i formaggi DOP ma che purtroppo è lasciato alla discrezione dei consorzi.
Dai valori nutrizionali (i valori minimi riguardano il Mezzano, quelli massimi il Vecchio):
proteine 24 – 26 %
grassi 32 – 34 %
kcal 360 – 420 %
si nota chiaramente come il Montasio sia un formaggio grasso, in quanto prodotto da latte intero e a pasta semidura.

Al di fuori della DOP viene prodotto il Montasio ubriaco, stagionato nelle vinacce.
(per quest’ultimo aprirò prossimamente una sezione specifica, perché meritevole di attenzione)

Tags:

Castelmagno

Il Castelmagno è un formaggio di origine molto antica, la sua produzione è documentata a partire dal 1277 ma con ogni probabilità le sue origini risalgono a molto tempo prima.

Zone di produzione

La zona di produzione tradizionale è la Valle Grana nella parte sud-occidentale della provincia di Cuneo, attualmente viene prodotto nel territorio dei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana.

Processo di produzione

È un formaggio semigrasso a pasta semidura erborinata, viene prodotto con latte intero vaccino ottenuto da bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o pascoli.
Talvolta vi sono piccole aggiunte di latte ovino e/o caprino.

———————–

E’ ottimo in insalate, primi ed altri piatti. Normalmente si trova in ogni negozio ben fornito. Attenzione: assaggiatelo prima di comprarlo, in giro ci sono parecchie imitazioni. Questo formaggio ha punti di familiarità con il grana, quindi vale lo stesso raffronto: se il punto di “acido” è troppo forte, lasciatelo dov’è.

Si sposa bene con i vini piemontesi in generale, in particolare con il Roero Arneis e con il Dolcetto.

Qualche indicazione in più: http://prodottitipici.provincia.cuneo.it/prodotti/formaggi/castelmagno/index.jsp

Tags: