Archivio per gennaio 2009

Il friggione

Il Friggione è una ricetta tipica dell’Emilia Romagna, in particolare modo di Bologna.

Il Friggione è considerata una ricetta veramente storica tant’è che la ricetta originale viene conservata presso la Camera di Commercio di Bologna, privilegio riservato solo ai più conosciuti Tortellini, alle Tagliatelle e al Ragù.

La preparazione del Friggione è in realtà molto semplice, un pò più lunga la preparazione, a causa dei tempi di macerazione, è consigliato pertanto prepararlo alla sera prima per l’indomani.

Affettate molto finemente le cipolle andandole a miscelare con il cucchiaino di sale grosso e quello di zucchero, lasciate macerare il tutto per almeno 4 ore mescolando di tanto in tanto.

Mettete le cipolle e il liquido che avranno rilasciato in un tegame aggiungendo lo strutto, lasciate cuocere a fuoco basso per almeno 2 ore rimestando di tanto in tanto.

Quando le cipolle si saranno scurite, trascorse le 2 ore, aggiungete i pomodori tagliati a pezzettini e continuate la cottura per almeno un altra ora e mezza; il risultato finale dovrà essere una specie di crema, a questo punto regolate di sale e pepe.

Ingredienti
Cipolle 2,5 kg
Pomodori 200 gr. pelati freschi
Sale 1 cucchiaino
Strutto 2 cucchiaini
Zucchero 1 cucchiano

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Il pesce al sale

Ingredienti:
Un pesce (orata, spigola, dentice…quello che trovi)
3Kg di sale grosso
Una teglia abbastanza capiente

Pulite il pesce dalle interiora, togliete le pinne e un pezzo della coda (se avete bisogno di guadagnare spazio nella teglia), ma non le scaglie!
Lavate bene e asciugate bene il pesce e guarnitelo all’interno come vi pare..al limite anche solo un filo d’olio!
Fate nella teglia un base di sale, adagiatevi il pesce sopra e copritelo interamente e abondantemente con il resto del sale!
Infornate a 220° gradi e fine!
E’ esente da errori perchè sotto sale in forno il pesce trasuda il liquido di cottura che viene subito assorbito dal sale formando una crosta dura che lo avvolge e lo cuoce sempre a puntino…anche se esagerate con i tempi non succede granchè.
Il che risulta utile anche per chi come me non ha molta dimestichezza con i tempi della cucina.
Potete invitare gli amici e sforare in chiacchiere per poi sfornare uno splendido pesce al sale fra gli “Oooh!!” degli amici che vi guardano come se foste uno chef vero (poveri ingenui!), perfettamente cotto a puntino.
Basta fare attenzione a togliere il sale in eccesso nella teglia, prima di rompere il guscio di sale che avvolge il pesce, e sorvolare sulle condizioni immonde della cucina dopo che avrete tolto tutto quel sale puzzolente e unto…ma tant’è..mica siamo dei veri chef!!
:-D D

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Crostini di fegatini

Per la ricetta mi riferisco solo al sugo di fegatini…poi per il tipo di crostino usate il pane come vi pare, anche se da noi si usa le baguette tagliate a rondelle, tostate in forno e spalmate di burro o inzuppate leggermente nel brodo.

Prendete 3/4 etti di fegatini pollo ben puliti e lavati, tagliateli a metà o cumunque in pezzi non molto piccoli e scottateli in padella per toglierli l’acqua che secernono (troppo amara credo).
In precedenza avrete preparato un soffritto in olio extravergine d’oliva di 1/2 cipolla rossa, una costola di sedano e una carota.
Aggiungete i fegatini (senza l’acqua che hanno prodotto prima) e cuocere a fuoco molto basso.
Quando la cipolla è ben cotta si passa il tutto col frullatore (eeehh..la modernità!) e si passano in un altro tegame (sempre a fuoco basso) insieme ad un bel pezzo di burro (non abbiate paura..), una buccia di limone e due dita di Marsala (solo ed esclusivamente Marsala eh!..guarda che vi vedo!!!).
Quando il Marsala evapora si aggiunge una puntinina di pomodoro (pochissimissimo) e un pò di brodo, una spruzzata di capperi e acciughe finemente tritati (in via del tutto accezzionale è ammesso l’uso di pasta di capperi e pasta d’acciughe).
Finito e pronto da spalmare!

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Pappa al pomodoro

Qui, purtroppo, è come per la Ribollita…se non avete il pane toscano sciapo non sò come farete, comunque…

Prendete circa 300/400gr di pane raffermo (vecchio di due tre giorni al massimo e non muffato), tagliatelo a fette o a pezzi e aggiungetelo al tegame in cui prima avrete messo a cuocere 4 pomodori SanMarzano (freschi) tagliati a pezzetti, del basilico e due spicchi d’aglio (interi).
Olio a volontà e allungate con un pò d’acqua e una punta di dado vegetale…controllare il sale e cuocete finchè non diventa un impasto omogeneo.
Fine

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Riso alla zucca

Ingredienti (per 4 persone): un quarto di zucca di medio-piccole dimensioni, 400 grammi di riso, brodo vegetale, olio d’oliva, un bicchiere abbondante di vino bianco, mezza cipolla, burro qb, parmigiano qb, un pizzico di prezzemolo

preparazione:

- soffriggere la cipolla nell’olio d’oliva

- aggiungere la zucca tagliata a piccoli pezzi

- aggiungere un paio di mestoli di brodo affinchè la zucca formi una sorta di purea

- quando si sarà formata la purea, aggiungere il riso

- aggiungere il vino e il brodo quando necessario

- a metà cottura aggiungere il pizzico di prezzemolo

- portare a fine cottura, e mantecare con burro e parmigiano

- mettetelo nei piatti e MANGIATE DI GUSTO!!! :D

(l’ho cucinato ieri sera! :D )

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Trippa al pomodoro

Dose per circa 4 persone (ma meno non ne fate..piuttosto mangiatevela per due giorni)

Prendete circa 1 Kg di trippa bianca
Risbollentatela, per togliere i residui di grasso in eccesso, per 20 minuti in acqua bollente..poi scolare bene nello scolapasta.
Preparare un battuto di cipolla, carota e costola di sedano..fatelo appassire in olio (il solito extra o nulla!!)
Aggiungete la trippa, che avrete precedentemente tagliato a striscioline tipo fettuccine di 1 cm per 4, e appena saltate aggiungete una barattolo di pomodori pelati.
Fare bollire fino a cottura aggiungendo acqua per non farla attaccare.
Utile anche un pò di formaggio parmigiano e una puntina di dado vegetale.
Fine

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Roast beef all’inglese

In realtà quella che vi do è la ricetta (molto simile) del

Rosbif

come si fa in Toscana.

Prendere un lacerto (magatello) di coscia, (cioè dalla zampa posteriore – quello di spalla è più piccolo e più nervoso) di bovino adulto.
Peserà circa Kg. 2,5/3,5 a seconda delle dimensioni dell’animale.
Preparate un bel trito di aglio (non con il premiaglio, altrimenti a carne cotta vi apparirà verde) e mescolatelo con un’adeguata quantità di sale fino.
Sul pezzo di carne, con un punteruolo da cucina (ma va bene anche un coltello) praticate tre fori profondi nel senso della lunghezza, sia da un capo che dall’altro.
Inserite, con pazienza, in questi fori il trito di aglio e sale che avete preparato.
Strofinate dell’aglio schiacciato lungo tutto il pezzo di carne, passateci attorno del sale fino, quindi, contornandolo con 3/4 rametti di rosmarino, legatelo molto stretto con dello spago da cucina.
Mettetelo in un ruoto con un filo di olio.
La cosa più complicata di questa semplice ricetta è il tempo di cottura, per far sì che la carne sia cotta, ma il cuore rimanga al sangue:
In forno già caldo a 200/250 gradi, deve cuocere circa 15 minuti per ogni chilo di carne.
Quindi se il pezzo pesa 3 chilogrammi, dovrà cuocere per circa 45 minuti.
Nei primi minuti di cottura giratelo da ogni lato, in modo che faccia la crosta scura tutt’intorno, poi lasciatelo cuocere.
Quando sarà pronto togliete lo spago ed il rosmarino, tagliatelo a fettine molto sottili e servitelo versandoci su un paio di cucchiaiate del suo sughetto.
Anche ottimo è freddo con versato su il sughetto bollente, oppure condito con olio e limone.

ATTENZIONE
Se l’intero pezzo di lacerto lo considerate eccessivo, e decidete di usarne, mettiamo, la metà, il peso diventerà di 1,5 chili, ma lo spessore della carne sarà uguale, quindi il tempo di cottura non potrà essere di 22/23 minuti (come il peso di 1,5 chilogrammi ci direbbe), ma dovrà essere di 30/35 minuti.
Naturalmente il grado di “al sangue” di vostra preferenza lo potrete raggiungere soltanto con l’esperienza.

Buon appetito.

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Castagnaccio

Altro dolce regionale.
Premetto che per il castagnaccio vale la regola della ribollita..ogni zona della Toscana ha il suo castagnaccio e ogni zona pretende che il suo sia più buono, quello della mì mamma l’è insuperabile!!
Ingredienti:
400gr di farina di castagne dell’Appennino ToscoEmiliano macinate a pietra in mulino ad acqua in splendido paesino alle falde del Pratomagno…Loro Ciuffenna (Tiè!!)
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai d’olio (immaginatevi quale)
1 arancia
1 pizzico di sale
1/2 litro d’acqua
1 etto d’uvetta
6 noci
Pinoli a piacere
1 rametto di ramerino

Preparazione:
Si mescola tutti gli ingredienti insieme, avendo cura di usare solo i gherigli delle noci (ovviamente) e grattando tutta la buccia dell’arancia nell’impasto prima di spremerci anche il succo (farlo dopo averla spermuta è molto più difficile! Lo scrivo per esperienza diretta…ehmm.. :-D )
Si mette tutto il complosto, che sarà abbastanza liquido, in una teglia unta d’olio, aggiungendo sopra le foglie del ramerino!
In forno per 40 minuti a 180°

Adesso c’è da fare una precisazione…il castagnaccio c’è a chi piace alto e sofficione e a chi basso e secco (io sono per il secondo tipo)..basta usare una teglia più stretta per il primo e più larga per il secondo..a vostro gusto!
:-) )

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Cantucci di Prato

Occorrenza:
10 Uova
800gr. di zucchero
800 gr. di farina
300 gr di mandorle con la buccia

Preparazione.
Montate a neve 5 delle 10 chiare d’uovo.(Le altre 5 servono dopo)
Prendete i 10 rossi delle uova e lavoratali lentamente e moooooltissimo con gli 800gr. di zucchero.
Aggiungete la farina (lentamente per non fare grumi)
Aggiungete le chiare montate a neve (Idem…il lavoro di mescolo sarà lungo e faticoso)
Infine aggiungete le mandorle.
L’impasto deve diventare abbastanza duro e colloso, lavorabile a mano, ma lo deve diventare in modo omogeneo e senza strappi!
Quindi vi bagnate i palmi delle mani con olio extravergine d’oliva e realizzate nella tegna (sempre unta d’olio) dei filoncini d’impasto non più larghi di 3 max 4 cm e lunghi un pochino meno della teglia medesima (ochhio che cuocendo rigonfiano e crescono…non devono toccarsi!!).
Si spennellano abbondantemente i filoncini con le 5 chiare d’uovo rimaste.
Si fa riposare il tutto circa 1/2 ora prima di infornare.
Poi si inforna a 180° per 15/18 minuti.
Poi si tagliano i filoncini per tralice e si rinfornano, alla rinfusa, i biscotti per altri 4/5 minuti a 150° max!
Fatto!
:-) )

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Pizza di scarole e zucca

per 4 persone:

300gr. farina
lievito
scarole (due cespi, 600gr.ca)
zucca (250 gr. ca)
pinoli
uva sultanina
mezzo bicchiere di vino bianco
sale

Preparate la pasta per la pizza come usuale (io uso parti uguali di acqua e farina, poi regolo in fuzione della consistenza e dell’umidità della pasta stessa). Un pizzico di sale durante la lavorazione e poi si lascia riposare.
In una padella abbastanza alta e larga (in caso di verdure, mi piace la wok) metto olio, due spicchi d’aglio interi e un paio di peperoncini interi secchi. Appena dorati, tolgo i due spicchi mentre lascio i 2 peperoncini.
Aggiungo le scarole lavate e spezzate a mano (non troppo piccole), i pinoli e l’uva sultanina. Dopo 3/4 minuti aggiungo il vino bianco e subito dopo la zucca tagliata a dadini piccoli e NON lessata prima (cruda). Faccio cuocere a fuoco basso e utilizzando un coperchio di vetro, fino a che le scarole non abbiano preso un colore verde brunato e siano morbide. La zucca, se tagliata sufficientemente piccola, avrà raggiunta la cottura desiderata, sarà morbida ma senza aver perso la consistenza (in questo caso sono stato fortunato, il momento di aggiungere la zucca ha avuto criteri totalmente empirici ed ha funzionato..Brunetto potrà aiutarci in proposito)

Con la pasta fodero una teglia da forno, riempio con tutto il preparato (ma prima tolgo i 2 peperoncini) e copro con un disco di pasta.
In forno a 180° per 25 minuti (ma in questo caso ogni forno fa storia a sè).

buon appetito
ps: criticate pure, anzi…mi farebbe piacere ricevere correzioni e consigli..:)

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